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    <title>News del sito  Visitorredelgreco.it - Discovery Torre del Greco</title>
    <link>https://www.visitorredelgreco.it/news.php</link>
    <description>Rss delle notizie   Visitorredelgreco.it - Discovery Torre del Greco</description>
    <language>it-it</language>
    <item>
      <title>Museo della marineria Torrese</title>
      <description>Il Museo  situato nello storico edificio delle Ferrovie dello Stato.

Allinterno della sala  possibile individuare alcune sezioni che nel corso degli anni si sono arricchite oggetti e documenti inerenti la storia della marineria torrese,
qui di seguito un piccolo elenco esplicativo di ci che puoi trovare:


	
	Raccolta di arnesi legati alla lavorazione nei Cantieri
	
	
	Biografia di molti Maestri dAscia e storia dei Cantieri Navali
	
	
	Modellismo della nautica torrese
	
	
	Modellismo classico per uso didattico
	
	
	Attrezzature di bordo e strumenti nautici
	
	
	Strumenti per la sicurezza in mare
	
	
	Repertorio fotografico dedicato agli armatori torresi, con foto depoca
	
	
	Documenti riguardanti le Arti antiche della marineria torrese (velai, calafati, segantini, funari)
	


https://www.leganavaletorredelgreco.it/museo-della-marineria-torrese/


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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=167</link>
      <pubDate>2022-07-02</pubDate>
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    </item>
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      <title>Villa Mennella</title>
      <description>Villa Mennella una villa del XVIII secolo sita aTorre del Greconellacitt metropolitana di Napoli. La villa, situata in via Nazionale 283, appartiene al complesso diville vesuvianedel cosiddettoMiglio doro.

La struttura della villa, di tipo neoclassico,  costituita da tre balconi sul piano nobile, con il balcone principale rientrato rispetto agli altri due; lattico  invece sostenuto da un colonnato di tipo ionico che parte dal piano nobile. Gli interni sono caratterizzati da soffitti a volta, affrescati. Entrando dal portone principale si ha accesso ad un cortile a pianta semicircolare su cui affaccia il terrazzo del primo piano e di l algiardino allitaliana.

Al 2013 la villa  adibita ad abitazione privata, mentre il cortile e gli appartamenti ubicati al piano terra sono adibiti a ristorazione.



Fonte:https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Mennella
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=166</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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    </item>
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      <title>Palazzo Vallelonga</title>
      <description>IlPalazzo Vallelonga un palazzo monumentale, situato lungo ilMiglio dOro, rientrante nel territorio diTorre del Greco.

Costruito neglianni novantadelXVII secolo, dal marchese diVallelongadalla famiglia de Candia-CastiglioneMorelli di Vallelonga, proprietaria di un feudo nellagro di Torre del Greco. Lafflusso di famiglie nobili  favorito dalla sua posizione e dalla bellezza del luogo, giungendo l per trascorrere periodi di riposo e di svago. Al principio delXVIII secolo, il marchese di Vallelonga decise di trasformare le rustiche fabbriche, in comode dimore per i mesi estivi della famiglia e per la gestione del vasto territorio agricolo di sua propriet. Ledificio settecentesco incorpora il fabbricato pi antico costituito da corpi bassi e separati. Sulla strada pubblica saffaccia il blocco principale, formato dal pian terreno e dal piano nobile in cui sono sistemati gli ambienti di rappresentanza, affrescati, e gli altri locali dellabitazione padronale con i terrazzi che guardano la campagna, il Vesuvio, il mare; dopo il terremoto del 1794, il palazzo fu gravemente danneggiato.

Nel 1843 il vistoso casino del Marchese di Vallelonga, il quale sussisteva, si pu dire, nelle sole ruine  affidato dalla famiglia Vallelonga a Camillo Napoleone-Sasso perch lo ristrutturi. Esso divenne uno dei palazzi pi importanti lungo ilMiglio doro.

Il restauro da parte dellaBanca di Credito Popolare di Torre del Greco. La Banca di Credito Popolare acquist nel 1982 ci che restava del Palazzo Vallelonga, realizzandone il restauro e la ricostruzione con la collaborazione del prof. Roberto di Stefano. Il progetto di restauro ha seguito programma di conservazione: Il restauro ha rispettato gli impalcati preesistenti, lo schema planimetrico delle strutture murarie portanti, consolidando quelle presenti e ricostruendo quelle crollate, nel rispetto dei volumi (interni ed esterni) che caratterizzano ledificio.



Fonte:https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Vallelonga
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=165</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Villa del Cardinale</title>
      <description>Ledificio, costruito lungo la celeberrimaStrada Regia delle Calabrie,oggiVia Nazionale,come la gran parte delle ville delMiglio dOro,domina la zona con la sua magnificente facciata rivolta al mare e ledicola con la statua di San Gennaro sulla sua sommit, l da secoli, a contemplare linfinito.

Realizzata nel1744dallarchitettoGennaro De Laurentiisper uso personale, nel1746, fu acquistata dalcardinale Giuseppe Spinelli, lallora arcivescovo di Napoli, come dimora estivaper s e per i suoi successori: da qui la denominazioneVilla del Cardinale.

Basta qualche passo oltre lanticoportone di legno, sovrastato dallarco in piperno, su cui poggia la balconata maggiore, per avere subito davanti a s lampiocortile, caratterizzatoda unesedracon nicchie, mezzi busti e sedili in pietra.

Ai lati si apronodue rampe di scale, che conducono ai piani superiori, dove, salendo per la maestosascalinata in marmo, si arriva alsalone centrale, la parte pi pregiata delledificio.Quigli ambienti manifestano tutto lo sfarzo settecentesco:stucchi barocchi, statue, legni pregiati, intarsi dorati, camini inmarmo e maiolichefinemente decorate, permettono dimmaginare solo minimamente il passatosplendore.Laforma rettangolare e lorganizzazione spaziale della stanza consentono di volgere lo sguardo sia al Golfo che al Vesuvio, grazie alla balconata e alla terrazza poste frontalmente. Numerosi sono gli affreschi di Giuseppe e Gaetano Magri.

Ilparco la parte pi suggestiva della villa, fedeleai progetti seguiti nel 700 per la realizzazione delle cosiddetteVille di deliziaovvero residenze estive di nobili e religiosi, volte al benessere e al diletto dei facoltosi proprietari. E strutturato supi piani, con un corridoio centrale, lungo il qualeun tempo si susseguivano statue poste subasi di pietra. Una vasca sormontata da una grande edicola in piperno e marmo, al cui centro vi  una statua dellImmacolata, completa il tutto.

Nellultimo cinquantennio, laVilla del Cardinale stata sede dellaScuola Apostolica per la formazione di vocazioni sacerdotali. Dopo il terremoto dell80,fu abbandonata per problemi di sicurezza e, in seguito al restauro, ha ospitato unacomunitdi recupero per tossicodipendenti.

Attualmentesotto la circoscrizione dellaCuria Arcivescovile di Napolied chiusa al pubblico.

Fonti e fotografie da:Ernesto Pinto-Aniello Langella,La villa del Cardinale Spinelli a Torre del Greco
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=164</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Villa de Nicola</title>
      <description>Negli anni doroTorre del Greco statameta prediletta da molte personalit che la scelsero come luogo in cui trascorrere il proprio tempo libero. La citt del corallo era infatti considerata unoasi di tranquillit e freschezza a pochi passi dal Vesuvio.A scegliere proprio la nostra cittadina fuEnrico De Nicola, primo presidente della Repubblica Italiana, che, per sottrarsial caos della politica, vi fece costruirela sua residenzatrascorrendovitutta la sua vita. Egli,dabuon napoletano, erascaramantico.Si racconta infatti che, nel 1947,rimand la firmadelTrattato di Paceperchil giorno in cui avrebbe dovutofirmare cadeva di venerd.

Al contrario, invece, nongli piaceva parlare il napoletano, nonostante fosseun grande estimatore delle poesie di SalvatoreDi Giacomo,noto poeta, drammaturgo e saggista napoletano,che il presidente leggevacome rimedioal cattivo umore.

Si trasferaTorre del Greconella omonimaresidenzasita aViaTironi, che acquist con i soldi guadagnati facendo lavvocato. La dimora, inquegli anni, divenne luogo di incontro di personaggi di spicco, comeBenedetto CroceeGiovanni Porzio, suoi grandi amici e sostenitori.

La villafu costruita nel 1928 dallingegnerePlatania. Si tratta di una palazzina in stileliberty,articolata su due pianie un giardino con annessa unestesa pineta.Insomma, un luogo appartato nel quale il presidente poteva rinchiudersi e sottrarsi alla frenetica vita politica. Un rifugio alle falde del Vesuvio, come menziona liscrizioneInveni Portumposta allingresso,e che letteralmente significaho trovato il porto, un metaforico riferimento esistenziale allaver trovato rifugio presso le mura della villasita aTorre del Greco.

Ledificio, al piano superiore,  dotato di una magnifica terrazza con tre porte finestre, dalla qualeEnrico De Nicolaera solito affacciarsi ad ammirare il Golfo di Napoli.

In seguitoalla sua morteVilla De Nicolafinin rovina e nellabbandono pi totale per circa 50 anni. In quegli anni di degrado, un certoCiro Langella, la occup abusivamente. Questultimo era solito dar spettacolo, a causa dei suoi noti problemi con lalcool eda quella stessa terrazza-teatro da cui il Presidente ammirava il panorama.

Gli eredi negli anni sessanta lhanno venduta allaProvincia, che aveva in progetto di farne unCentro Studi vista la ricca raccolta di volumi rilevata. Ovviamente negli anni dellabbandonola villa stata saccheggiata, per cui non si sa con certezza quale sia lattualestato di conservazione e quanto sia leffettivo quantitativo di volumi rinvenuti. Insomma la riqualificazione delledificio, si deve esclusivamente allAssociazione Forense che ha sceltoVilla De Nicolacome propria sede, sottraendola cosi allincuria.



Fonte:https://torredelgreco.mycity.it/contenuti/38827/villa-de-nicola
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=163</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Villa Prota</title>
      <description>La stupenda Villa Prota in contrada Leopardi, gi La Lava di Torre del Greco, al confini con Torre Annunziata ed Oplonti, venne edificata nel 1748 sul podere agrario Pagliarone, abbattendo due rustici preesistenti.

Su commissione di don Nicola Moscati di Serino marchese di Poppano, venne progettata dallingegnere del Supremo Consiglio Regio di Napoli don Francesco Attanasio, e costruita con lausilio del capomastro torrese Paolo Marra.

Villa Prota presenta un magnifico portale dingresso incastonato in una facciata barocca cara alla scuola del Sanfelice, in uno stile che ci richiama anche le opere di Domenico Vaccaro.

Il portale d accesso ad un bellissimo viale alberato che porta alla villa a due piani originariamente appartenuta ai marchesi di Poppano.

Arredamento sontuoso, tra le due anticamere al piano nobile, la sala delle porcellane, la ricca galleria piena di quadri e di un elegante canap. Le stanze da letto riccamente arredate, tra cui la camera da letto marchionale, tra lino e sete pregiate,broccato di seta, letto a padiglione con baldacchino.

Al piano terra si trovano le stanze della servit, la ricca sala da pranzo con la sua tavola apparecchiata come nel Settecento con stoviglie stemmate di porcellana di Capodimonte e cristalli di Boemia. Finanche la cucina  arredata con magnifici pezzi di rame.

Nellanno 1760 la marchesa di Poppano rimase molto spaventata dalla tremenda eruzione vesuviana che lamb con la sua lava i giardini confinanti la Villa: lanno seguente fu ceduta al nobile don Biagio Prota nobile di Atrani. Il marchese don Nicola era infatti morto senza eredi diretti.

La famiglia Prota di Atrani, paesino che affaccia sulla costiera amalfitana, ebbe origine nel 585 d.C., come attestano documenti di famiglia. Fu nel 1047 che divennero patrizi di Atrani.

Don Biagio Prota era stato guardia donore del re e capitano nel 1744 del reggimento del colonnello Moscati. Aveva acquistato dai principi Caracciolo Barra varie propriet in Casalnuovo e quindi nel 1761 il titolo e casale dai conti di Barra.

Il figlio don Nicola Prota, avendo sposato la nobile baronessa Bruno, patrizia di Torre del Greco e nobile di San Giorgio a Cremano e Catania, nel 1765 acquis il bene dotale Villa De Curtis-Bruno-Prota di Torre Del Greco.

Gentiluomo e compagno di caccia del giovane sovrano Ferdinando IV di Borbone, fu alfiere del Reggimento di Guardia Reale dei Liparotti agli ordini del maggiore don Vincenzo de Sangro.

A Villa Prota erano spesso ospiti i principi di Sansevero, Ferdinando e Maria Carolina.

Don Nicola Prota nel 1797 venne nominato dal re marchese di Poppano e ebbe il feudo appartenuto ai principi Gesualdo.

Le numerose propriet dei Prota alla morte di don Nicola vennero poi divise tra i tre figli, il marchesino Pietro e i cadetti Raffaele e Biagio.

La Villa Prota di Torre del Greco nel 1844 pass in eredita a don Pasquale, pronipote di Biagio, che fu elevato da Ferdinando II per meriti militari al titolo di duca di Poppano e di Scalea, conte di Torraca. Dopo linvasione piemontese don Pasquale segu il nuovo re Francesco II a Gaeta e a Roma, dove fu colonnello pontificio dal 1867 al 1870. NON avendo mai accettato la sovranit dei Savoia, si ritir in esilio volontario a Parigi.

Il suo discendente diretto il duca don Francesco, nato nel 1899 a Torre del Greco, visse sempre ritirato nella villa avita del Miglio dOro studiando alchimia, erborismo, botanica, matematica, filosofia, lettere, storia. Frequent la loggia massonicaI figli del Vesuviodi Torre Annunziata diretta da Vincenzo Gigante, allievo di Giustiniano Lebano.

Alla sua morte, avvenuta nel 1957, il suo titolo si estinse, avendo egli avuto solofiglie femmine. Suo nipote don Giovanni si trasfer a San Giorgio a Cremano e conserv la Villa di Vico Equense.

La Villa Prota del Miglio dOro fu abbandonata e lentamente si degrad. Nel 1970 vi vennero girate alcune scene dello sceneggiato televisivo di Sandro BolchiIl Cappello del prete.

Di recente  stata restaurata da privati ed  tornata allantico splendore, adibita ricevimenti e ristorazione.

Si erge ancora, bellissima, meta delle visite di numerosi turisti.

Fonte:http://www.lospeakerscorner.eu/la-villa-prota-del-miglio-doro/


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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=162</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Villa Macrina</title>
      <description>Il patrimonio librario presente  di circa18.000 volumi, dei quali circa2500 antichi,tutto catalogato in rete.

In Biblioteca, previaiscrizione, si possono consultare volumi, utilizzare la sala lettura, si pu richiedere il prestito di libri anche interbibliotecario, inoltre  possibile la consultazione on-line del patrimonio librario posseduto dalla biblioteca mediante: il sito provinciale www.iperteca.ited il sito regionale www.opacregionecampania.it.

Previo accordi con la segreteria della biblioteca,  possibile effettuare anchevisite scolastiche.

In sintesi, la Biblioteca Comunale fornisce informazioni e servizi, tra i quali:


	lettura
	riproduzioni
	prestiti
	informazioni bibliografiche
	consultazione testi


Villa Macrina, inoltre,  anche unsito deventi, come:

 Mostre di quadri personali e collettive e di oggetti dellartigianato Torrese ;

 Presentazione di libri  Seminari di interesse pubblico ;

 Concerti e rappresentazioni teatrali;

 Celebrazione di Matrimoni con rito civile.

Era il 1738, quandoCarlo di Borbonee Maria Amalia di Sassonia, sua moglie, scelsero Portici per costruire unanuova reggiae per dare inizio agli scavi della citt romana di Herculaneum. Questo spinsetutta la nobilt napoletana a seguire la corte dei Borbone, innalzando nella zona costiera ai piedi del Vesuvio alcune ville per il soggiorno estivo. Si venne a creare, cos, uncomplesso architettonico unicoal mondo per quantit e bellezza, ai piedi del vulcano e riflessonel mare, orgoglio delrococ e del neoclassicismo. La concentrazione delle Ville Vesuviane nella zona compresa nei confini del comune di Ercolano, attir facoltosi committenti alleconomia del Regno di Napoli, facendo meritare il nome diMiglio dOroal tratto di strada che attraversava gli edifici costruiti da architetti qualiLuigi Vanvitelli,Ferdinando Fuga,Domenico Antonio Vaccaro,Ferdinando Sanfelice, completati davasti giardinie da ammirevoli decorazioni pittoriche. Antichi capolavoridedicati al piacere, riportati in vita dopo anni dabbandono e restituiti ai cittadini in qualit di cornice unica per eventi culturali di ogni genere.



Raggiungere Villa Macrina  molto semplice:

 Autostrada Napoli-Salerno uscita Torre Annunziata Nord percorrendo 2 Km in direzione
Torre del Greco  uscita Torre del Greco percorrendo 4 Km in direzione Torre Annunziata ;

 Circumvesuviana  fermata Villa delle Ginestre  a 200 mt ;

 Autobus urbani ed extraurbani fermata Via Nazionale, 601 (Villa Macrina) .

Biblioteca Comunale Enzo Aprea aperta al pubblicodal luned al venerdneiseguenti orari:

ore 9,30-13,00

ore 15.00- 18,30

Fonte:https://torredelgreco.mycity.it/contenuti/42692/villa-macrina
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=161</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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    <item>
      <title>Villa delle Ginestre</title>
      <description>LaVilla delle Ginestre(gi Carafa dAndria-Ferrigni),  una delle Ville vesuviane del XVIII secolo, tra quelle non allineate lungo ilMiglio doro, situata sulla collina dei Camaldoli, nella frazioneLeopardidel comune diTorre del Greco. La villa  legata anche alla vicenda biografica e artistica diGiacomo Leopardi, che vi trascorse lultima stagione di sua vita, e vi compose alcunisuoi componimenti, tra cui la celebreLa ginestra, da cui la villa ha preso il nome.

Ledificio fu costruito nelSettecentodal canonico Giuseppe Simioli, professore di teologia alSeminario Arcivescovile di Napoli, che vi ospitava spesso uomini valenti nelle lettere e nelle arti, comeBernardo TanuccieLuigi Vanvitelli. NellOttocentola villa pass alla famiglia Ferrigni. Nel1836Antonio Ranieri, cognato del proprietarioGiuseppe Ferrigni, vi ospit lamicoGiacomo Leopardi, il quale vi soggiorn fino a poco prima della morte (che avvenne a Napoli), e ivi scrisse diversiPensieri,Il tramonto della lunaeLa ginestra, lirica da cui la villa prese il nome.

Lultima proprietaria privata della villa  stata la contessa Vittoria Carafa dAndria sposata con Alessandro de Gavardo, Nobile di Capodistria, nato a Trieste il 19 marzo 1891 e morto nella Villa delle Ginestre il 25 giugno 1960. Vittoria era figlia di Riccardo Carafa DAndria, Duca dAndria, Duca di Castel del Monte, Marchese di Corato, Conte di Ruvo e Patrizio Napoletano oltre che Senatore del Regno dItalia e della duchessaEnrichetta Capece Latro, figlia a sua volta di Antonio Capede Latro e Calliope Ferrigni, la cui madre, di nome Enrichetta, era la sorella di Antonio Ranieri. Lafamiglia Carafadal 1513 con Fabrizio Carafa sinsedia aTorre del Grecocome signori della citt e fino allo scorso secolo avevano estesi possedimenti smembrati poi in diverse propriet di cui le meglio conservate oggi sono la Villa delle Ginestre ed a poche centinaia di metriVilla Carafa dAndria de Cillis, dove fino al 2018 ha vissuto lultimo discendente della casata dei Carafa-De Gavardo, Ludovico.

Eleonora visse quasi interamente la sua vita a Torre del Greco tra gli antichi possedimenti dei Carafa dAndria, che comprendevano anche Villa delle Ginestre, dimora torrese di Giacomo Leopardi, e il palazzo del marchese Luigi De Cillis, che spos nel 1918, posto quasi alla fine di via Giacomo Leopardi, al centro di una masseria a qualche centinaio di metri dallantico cancello di via Villa delle Ginestre.

La villa  stata acquistata dallo stato nel1962per lUniversit di Napoli Federico II, che lha data in comodato allEnte per le ville vesuviane. Restaurata grazie alCentro Studi LeopardianidiRecanati,  destinata ad ospitare eventi culturali e di celebrazione dellopera di Leopardi.

Dal2006 sede delPremio leopardiano La Ginestrache viene assegnato a personalit che con i loro studi si sono distinte nellanalisi, nellapprofondimento e nella divulgazione della poesia di Giacomo Leopardi.

Fonte:https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_delle_Ginestre
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=160</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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      <title>Palazzo Baronale - Comune Torre del Greco</title>
      <description>Raccontare la storia delPalazzo Baronale di Torre del Greco anche descrivere la citt e i suoi protagonisti. Situato su una rupe a picco sul mare, le sue origini possono essere ritrovate nei resti archeologici visibili allingresso della struttura, attuale Palazzo di Citt. Lo scavo, effettuato in anni recenti, ha restituito tracce di untorrione di epoca normanno-svevae dei successivi sviluppi della residenza nobiliare in epoca angioina ed aragonese.

Si sa che in epoca angioina laregina Giovannacedette al suo amanteSergianni Caraccioloil castello per sanare dei debiti contratti e nuovamente riottenuta la propriet la cedette adAntonio Carafa detto il Maliziaper un altro prestito di 1600 ducati doro. Nella lotta tra angioini ed aragonesi il Malizia fu punito con la confisca del castello dalla regina Giovanna per essersi schierato dalla parte degli Aragonesi e cos il palazzo fu donato alla Curia Arcivescovile di Napoli.

Il momento di maggior splendore del Palazzo fu con larrivo diAlfonso il Magnanimoche trascorse molto tempo a Torre del Greco per stare accanto alla sua amataLucrezia dAlagno, figlia del feudatario della vicina Torre dellAnnunciata (Torre Annunziata). La loro fu una storia damore intensa e secondo gli storici anche casta dal momento che il re aveva gi una moglie, Maria di Castiglia, rimasta in Spagna e da cui non ebbe figli. Il re si fece costruire una stanza nellorto della dimora dellamata per poterle stare accanto (resta nella toponomastica locale lOrto della Contessa) e solevano passeggiare lungo le fontane che si trovavano ai piedi del castello verso il mare nella speranza di poter coronare con le nozze il loro grande amore, speranza rimasta vana fino alla morte del re. Dopo quel momento anche le sorti di Lucrezia si rovesciarono, accusata di essere a favore degli angioini che reclamavano il trono, dovette fuggire in Dalmazia e poi a Roma dove pare sia morta in povert. La storia damore della bella Lucrezia e del re si pu leggere in Storia e leggende napoletane di Benedetto Croce.

Dopo la morte di Alfonso il Magnanimo il castello fu reclamato dalla curia a cui era stato donato ma anche daFrancesco Carafache si propose di restaurarlo in cambio di 100 libre annue di cera lavorata. Da allora possedettero pacificamente la dimora tutti i padroni di Torre e la sua comarca.

Pare che nel 600 il palazzo baronale abbia ospitato anche personaggi vicini alCaravaggioe fu sede della raccolta di opere darte antica del vicerRamiro di Guzmn e sua moglie Donna Anna Carafa; tra gli oggetti in loro possesso si ricorda il rilievo marmoreo conErmes, Orfeo ed Euridicerinvenuto in contrada Sora a Torre del Greco dove sorgeva una splendida villa residenziale.

Nel 1699 col riscatto da parte dei cittadini il palazzo pass in comune possesso delle tre Universit di Torre, Resina e Portici sancendo cos la fine del governo dei feudatari. In quellanno ilbarone Giovanni Langellaprendendo possesso della sua carica onorifica (aveva 85 anni ed apparteneva ad una famiglia modesta, non avrebbe rispristinato la signoria) con un solenne corteo entr nel palazzo sancendo la sua podest. Nel 1711 il palazzo venne messo in vendita e acquistato per intero dallUniversit di Torre che riscatt le quote delle altre cittadine tenendo la struttura per s; cos rimase esclusivo possesso della citt e divenne sede del governatore e alloggio dei soldati.

Dal 1851 il Palazzo Baronale  sede del Comune. Appartengono a quegli anni le modifiche interne e gli adeguamenti ad uffici del primo piano; ci che resta dellantico palazzo  lala nord che affaccia su via Barbacane e sulle Cento Fontane. Il Palazzo Baronale oggi  anche sede di manifestazioni ed eventi culturali. 



Fonte:https://ecampania.it/event/palazzo-baronale-torre-greco-dove-re-alfonso-am-lucrezia/
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=159</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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      <title>Museo del Corallo e del Cammeo </title>
      <description>Il Museo e aperto dal luned al sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Ultimo ingresso previsto alle ore 12.30.
Giorni di chiusura: domenica e giorni festivi.
Ingresso gratuito.
La visita e consentita solo su prenotazione. Si prega di prenotare almeno 7 giorni prima della data prescelta. Per prenotare inviare una mail al seguente indirizzomuseodelcorallo@isdegni.edu.it, indicando nome, cognome, numero di telefono, indirizzo, numero di partecipanti, data e fascia oraria (es. 9.00 - 11.00 oppure 11.00 12.30) in cui si richiede la visita.
Sar poi inviata una email di conferma per lavvenuta prenotazione. Si precisa che lingresso sar consentito ad un numero massimo di 10 visitatori per volta, ad eccezione di gruppi scolastici.
Attualmente non sono previste visite guidate.

LIstituto Statale dArte di Torre del Greco  uno dei pi antichi dItalia: la Scuola per la lavorazione del Corallo fu infatti istituita con Regio Decreto del 23 giugno 1878. Nel 1968 divenne Istituto Statale dArte e nel 2009  stato aggregato allIstituto dIstruzione Superiore Francesco Degni di Torre del Greco.

La scuola  ospitata sin dalle sue origini nel barocco convento annesso alla chiesa del Carmine. Ricostruito nella seconda met del Seicento dopo che leruzione del 1631 aveva distrutto loriginario edificio cinquecentesco,  una delle poche strutture sopravvissute alle devastanti eruzioni che nel 1737 e nel 1794 seppellirono buona parte della citt.

Il complesso, recentemente restaurato, si articola intorno allantico chiostro e ospita al primo piano, oltre ad ambienti riccamente decorati in stucco, il Museo del Corallo, inaugurato il 3 aprile 1933 col contributo del Banco di Napoli, dello Stato e delle Pubbliche Amministrazioni.

Nel salone che accoglie il Museo e nelle vetrine disposte lungo i due bracci del loggiato antistante, sono esposti pregevoli esempi di lavori realizzati da studenti e docenti, nonch opere provenienti da donazioni o acquisti, in corallo, madreperla, argento, tartaruga, ardesia, pietra lavica, e numerosi cammei; completano lallestimento mobili caratterizzati dalla contaminazione di tecniche e materiali (ebanisteria, incisione del corallo e dei cammei, intarsio dei metalli, scultura e tecniche di decorazione). Si segnalano in particolare lavori di scuola trapanese in corallo di Sciacca, di fine Settecento; unAdorazione dei Magi del 1939, realizzata con la tecnica dellimpiallacciatura in madreperla e conchiglia; un gruppo di Cavalieri medioevali in mosaico di pinna nobilis (ottenuto da una particolare conchiglia), conchiglie varie e pietra alluvionale su supporto in legno; un cofanetto con Allegorie delle quattro stagioni, in madreperla e corallo, del 1955, e unedicola sacra in madreperla e corallo con Madonna con Bambino in trono, del 1960

Fonte:https://www.isdegni.edu.it/index.php/museo-del-corallo
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=158</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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      <title>Cento Fontante</title>
      <description>Il complesso di cui godiamo oggi risale originariamente al 1783, quando per incarico dellUniversit (Torre del Greco) il rev. Don Gaetano De Bottis, con arditi scavi raccolse lacqua dispersa e ne rintracci dellaltra, convogliandola in nuovi e pi idonei condotti.

Fece poi costruire, in grottoni scavati nel muro di contenimento e nel terrapieno della rupe sotto il castello una prima fontana, architettonicamente decorosa, dotata di ventotto cannuoli e adibita per bere e fare provviste, ed una seconda con nuovi lavatoi comuni che doveva servire alle donne per lavare i panni. La lava delleruzione del 1974 la sommerse completamente distruggendola, ma lUniversit riusc, attraverso scavi nel sottosuolo a rintracciare nuovamente il corso dacqua.

Fu costruito un nuovo padiglione in fabbrica con cento cannuoli che versavano ininterrottamente lacqua e con dei lavatoi, al quale si accedeva mediante uno scalone in discesa. Una nuova eruzione nel 1861 inarid la fontana e si pens successivamente di costruirne unaltra in una zona poco distante ma problemi logistici di pendenza non lo consentirono, sicch si decise di riattivare la vecchia fontana sotto il castello che, col padiglione architettonicamente ristrutturato e abbellito, fu inaugurata nel 1879.

Testimonianza dunque della storia ma anche della vita sociale della nostra Torre del Greco e della sua antropologia. Dopo decenni di degrado e abbandono nel 2009 il complesso  stato restituito alla citt dopo unopera di restauro che ha riportato decoro ad una zona che ospita lantico Palazzo di Citt, oggi sede istituzionale del Comune di Torre del Greco.

Fonte:https://torredelgreco.mycity.it/contenuti/44203/fontana-centro-cannelle-cento-fontane
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=157</link>
      <pubDate>2022-06-29</pubDate>
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      <title>Basilica di Santa Croce</title>
      <description>Labasilica Pontificia di Santa Croce il principaleluogo di cultocattolicodiTorre del Greco, nellacitt metropolitana di Napoli.

Costruita agli inizi delXVI secolo, rappresenta il cuore religioso della citt e custodisce le spoglie mortali di SanVincenzo Romano, parroco di Santa Croce dal 1795 al 1831, cui si deve lattuale forma dellimponente struttura ricostruita, dopo la quasi totale distruzione della citt, a seguito delleruzione del Vesuvio del 15 giugno 1794. Intorno alla chiesa, e alla grande piazza antistante, si sviluppa il centro storico cittadino.

Fonte: Wikipedia
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=156</link>
      <pubDate>2022-06-26</pubDate>
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      <title>Sito archeologico Villa Sora</title>
      <description>Villa Sora unavilladi epocaromanai cui resti si trovano inContrada SoraaTorre del Greco.

La contrada Sora  la zona di maggior interessearcheologicodella citt. La villa  un ampio complesso monumentale risalente alI secolod.C., che si estende su unampia superficie e su unaltezza originaria di tre piani, lultimo dei quali croll in seguito alleruzione del Vesuviodel79d.C., mentre quello inferiore rest seppellito dalla lava: ne  visitabile solo il piano intermedio.

Poco lontano dalla villa, si trovano i resti di uncomplesso termale, ancora visitabili sulla spiaggia torrese (Terme Ginnasio). Doveva esservi annesso anche un piccolo porto privato, ormai perduto.

La villa, gi nota nelXVII secoloin seguito al ritrovamento di sculture marmoree e oggetto di scaviborbonicinelXVIII secolo, venne riscoperta nel 1974 dal Gruppo Archeologico Torrese Col. Giuseppe Novi di Torre del Greco.
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      <link>https://www.visitorredelgreco.it/dettaglio_news.php?id=155</link>
      <pubDate>2022-06-26</pubDate>
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